La casa dei ricordi

copertina originale 2-2
La vita riserva sempre qualcosa di buono, offre un’occasione in più quando meno la si aspetta, permette, a volte, di risanare una ferita, ricomporre un dolore, dire finalmente quella parola mai detta. Così a Rita capita di trovarsi, a causa di una malattia, in un luogo insolito per i suoi cinquant’anni, una casa di riposo, un mondo parallelo dove ogni giorno la sofferenza e la solitudine minano l’animo e il fisico di persone anziane, stanche, fiaccate dalla vita. Ma all’improvviso entrano dalle finestre buie dei raggi di sole: l’amicizia con un’operatrice permette a Rita di raccontarsi, di guardarsi dentro, di cambiare non solo la sua esistenza, ma anche quella di chi la ascolta; le permette anche di conoscere le storie di persone che non aveva mai considerato, ma che hanno ancora molto da offrire, persone desiderose di essere felici, capaci di guizzi di ironia e di freschezza. E inaspettatamente il destino le riserva la sorpresa più desiderata: guardare negli occhi il passato e provare, se non a capirlo, almeno a riviverlo…

25 pensieri riguardo “La casa dei ricordi

  1. Ho letto il libro, lo trovato molto scorrevole e piacevole nella lettura.
    Mi è piaciuto tanto, forse perchè anchio non essedendo originario di quà, il ricordare le tradizioni del paese di origine sembra quasi che il libro l’abbia scritto io.
    Mi è piaciuto tantissimo la fine del libro ovvero il bigliettino della Rita.
    Complimenti.

  2. Questo libro è intessuto di storie, molteplici che cadenzate scorrono fra le pagine come se fossero familiari. Persone che si incontrano, che si cambiano, che si cercano. La trama poggia su solide basi : quelle dei sentimenti semplici e forti, come l’amicizia e come l’amore che ci dona grandi sorprese, belle e brutte che siano. Ci fa riflettere il binomio amore/amicizia quasi credendo che l’amicizia, nella vita, è pura condivisione e ciò che di più importante -anche forse più importante della famiglia- possa accompagnare la storia di ognuno di noi. Le belle persone ci sono. E Amilca, con questo libro ce lo fa capire.
    Marika

  3. LA CASA DEI RICORDI è un libro VERO scritto da Cioccolatino, “Angelo nero” per Rita, che conosce benissimo queste realtà e le vive quotidianamente.
    Il messaggio, positivo e pienamente condivisibile, è che: al di là dei problemi di salute e di quelli legati all’anzianità o alla sofferenza per le malattie, la solitudine è senz’altro quello più grave che affligge gli ospiti delle case di riposo (non sempre e necessariamente anziani), che si trovano a trascorrere le giornate tutte uguali e scandite dagli adempimenti degli infermieri e degli operatori.
    Trovare persone con cui familiarizzare e confidarsi è sicuramente un’ancora di salvezza, un motivo per tornare ad essere felici, che giova a chi riceve questo amore, ma anche a chi lo offre.
    Grazie Amilca per questo importante insegnamento.
    Il libro non è affatto triste, si legge tutto d’un fiato ed ha un finale commovente.

    Rosella Gaeta, Camerino (Macerata)

  4. siamo orgogliosi qui a Maputo, di aver invitato Amilca, per la presentazione del libro, “la casa dei ricordi”, tradotto e presentato in lingua portoghese.. e’ stato emozionante per noi, ma credo anche per Amilca, vederla tornare dopo tanti anni nella sua citta’ natale e sentirla parlare, circondata da personalita’ importanti della vita pubblica, dei ministeri, dlle ambasciate, della Tv ,dello spettacolo, scrittori, studenti, insomma il pubblico piu’ vario per ceti sociali, per interessi per cultura, ma tutti concordi nell’omaggiare il suo successo… Parabens Amilca!!!!

    1. Io sono orgogliosa di essere Mozambicana, credimi Anna non ho parole per
      ringraziare tutti voi … lo farò nel mio dialetto ” Kanimambo”

  5. Ciao cara Cioccolatino,
    la lettura del tuo libro mi ha accompagnata in Mozambico.
    Il libro mi ha emozionata, commossa.
    E’ vero Babbo Natale, e non solo lui, si è dimenticato dell’Africa!
    Ho conosciuto gente misera ricca di cuore
    Ho conosciuto una grande terra con i suoi drammi ma anche le sue
    potenzialità
    e io non smetterò mai di sperare
    Ho visto i vecchi dell’Africa che, come tu scrivi, non vogliono lasciarsi
    andare, perché magari sono l’unico sostegno a nipoti orfani dei genitori
    vittime di questo bastardo Aids.
    Credo che sarebbe utile trarre una fiction tv dal tuo libro,
    un grande antidoto sul pregiudizio.
    Grazie di avermi fatto conoscere meglio la realtà dei tanti dimenticati in
    Italia.
    Vladimir Luxuria

  6. Ciao Cioccolatino,
    ti ho conosciuta sul lavoro e ho subito capito che sei una persona con una profondita’ d’animo e delle bellissime qualita’che non possono passare inosservate.
    Il tuo vissuto, per quanto sofferente sia stato,ti ha permesso di diventare quello che sei e di questo devi esserne orgogliosa.
    L’esperienza in ambito lavorativo in Rsa,ti ha portato alla riflessione e di conseguenza alla decisione di scrivere”La casa dei ricordi”,libro che ho letto e che mi ha dato sensazioni…a me molto vicine in quanto sono OSS come te.
    Continua a scrivere e sopratutto….rimani sempre come sei.
    Un abbraccio.
    Rita Spina

    1. Grazie Rita… sono contenta di averti conosciuto e de avere lavorato con te.
      Anche se non lavoriamo più insieme spero con tutto il cuore che la nostra
      amicizia rimanga per sempre.
      Un abbraccio
      Amilca

  7. Il più grande potere di un libro è spesso quello di farci conoscere altre vite, storie umane di persone distanti da noi storicamente, geograficamente e socialmente. I libri rendono confidenziali l’alterità, scoprendo nella diversità altrui le nostre potenzialità in essere. Fra i tanti libri dotati di questo pregio ne cito uno che ho letto :La casa dei ricordi (ed.Il Filo) di Amilca Ismael, una donna mozambicana che vive in Italia e che lavora come assistente presso una casa di riposo per anziani. I suoi assistiti sono persone spesso dimenticate, parcheggiate e scaricate da figli distratti ed egoiste.
    è il nome che le hanno dato i suoi vecchietti:alcuni la considerano come un angelo nero, altri hanno dovuto far fatica ad accettare di dover dipendere in tutto da una persona così diversa da sè. Troppo spesso si giudica l’altro solo dall’aspetto, Amilca ci ricorda che se lo facessimo con i funghi moriremmo avvelenati, il pregiudizio è infatti velenoso.
    Vladi

  8. Ho letto entrambi i libri di Amilca Ismael: “La casa dei ricordi” e anche “Il racconto di Nadia”. Libri che stanno scuotendo grande successo. “La casa dei ricordi” è stato tradotto anche nella sua lingua madre. Fortunatamente ho avuto l’occasione e l’opportunità di leggerlo anche in por-toghese, dove Amilca ha adattato per il pubblico mozambicano un testo scritto originariamente in italiano. La riprova di una disinvolta capacità ‘inter-etnica’ di saper parlare a lettori di gusti e culture distanti. La sua letteratura è densa di significato e di emozioni. Amilca, nella piena consapevolezza dei suoi mezzi espressivi, ha intitolato il suo libro “La casa dei ricordi” poiché ha inteso tracciare alcuni aspetti dell’esistenza con occhio attento al sociale ma senza trascurare l’emozione dell’amore e, più in generale, della vita.
    Ma ormai, Amilca è soprattutto una scrittrice che orbita nella galassia della letteratura italiana.
    Quando ho finito di leggere “La casa dei ricordi” pensavo di aver letto un grande romanzo e, natu-ralmente, si pensa che il libro di esordio di un scrittore sia il migliore. Amilca è un’eccezione da questo punto di vista. Nonostante continuo e pensare che “La casa dei ricordi” si tratta di una grandissimo testo dove emerge con forza il senso del sublime e della raffinatezza, mantenute an-che nella versione in lingua portoghese; “Il racconto di Nadia” è denso di significato e di emozioni, dove le parole sono armoniosamente fuse in forma e contenuto. Si cogli nel libro una continuità di ispirazione strutturata su alcuni contenuti di fondo che portano il lettore ad incontrare un paese che vive all’ombra della società opulenta; alla riscoperta di altre terre e personaggi autentici.
    Sono orgoglioso di aver conquistato la sua amicizia. Sei una grande donna.

  9. Ho letto questo libro in pochissimi giorni, in quanto scorrevole e appassionante.
    Mi è piaciuto veramente molto, perchè ci fa riflettere sulle realtà e le vite di persone spesso abbandonate e messe da parte, come coloro che purtroppo si trovano a vivere in case di riposo. Si scopre così come esse possano però essere persone ricche di sentimenti, come l’amicizia e l’amore, e storie che amano raccontare.
    E’ interessante notare come la solitudine in cui spesso si trovano sia un aspetto molto negativo che bisogna combattere, poichè, come spiega Amilca, anche piccoli e semplici gesti di affetto possono ridare un sorriso a persone, anziane e non, che spesso vengono trascurate, anche dai loro cari. Parlando della sua esperienza, Amilca ci mostra come sia possibile aiutarli a sentirsi meno soli, nella vita di tutti i giorni. Ciò, oltre ad essere positivo per loro, è utile anche per noi stessi, in quanto ci regala sempre molte emozioni.
    La fine del libro mi ha particolarmente commosso.
    Sono felice di averti conosciuta, perchè sei veramente una bella persona, sempre disponibile ad ascoltare gli altri e ad aiutarli.
    Un bacio

  10. Ciao Amilca, mi è piaciuto molto il tuo libro, conosco la tua esperienza lavorativa e ciò che racconti è profondo, condivido la gioia della vera amicizia che si prova quando ci si apre liberamente a una persona che sa ascoltare senza commentare. Ti fa sentire libera dentro, più leggera e sicura. Hai grandi doti Amilca, ti auguro tanto successo nella vita e soprattutto serenità.
    Un abbraccio
    Nuccia

  11. Carissima Amilca, come stai? Ti ricordi di me, vero? Siamo state con Angelica alla Valle dei Templi dove ho lasciato un pezzo….dei miei sandali! Sto leggendo il tuo libro e volevo dirti che è molto bello e commovente. La mia riflessione, purtroppo amara, è che pur non essendo io ancora catalogabile tra i “vecchi” vivo una condizione di grande solitudine,molto simile a quella dei tuoi anziani, di cui non riesco a liberarmi. Comunque, non voglio annoiarti ma solo dirti che sono felice di averti conosciuta perchè mi hai trasmesso una grande serenità e positività che non sentivo da secoli! Ho trascorso con voi una bellissima giornata e spero di potervi sentire ancora. Grazie per il messaggio di speranza che hai dato con il tuo libro! Se ti fà piacere scrivimi, sarò felice di leggerti. Un abbraccio e buon lavoro.

  12. ciao Micas, grazie! Leggere il tuo libro mi ha dato tanto, mi ha fatto capire che anch’io posso essere utile agli altri nel mio piccolo.
    E’ toccante e struggente, è pieno di amore per il prossimo. Anche io mi sono affezionata alle tue nonnine e ho pianto insieme a te per Rita! Mi ha anche molto colpito il paragone con la vita nella tua Africa, meravigliosa e semplice. Sei una grande Donna! Complimenti! pamela – solbiate olona

  13. “La casa dei ricordi” è un libro che racconta di un luogo dove le vite si intrecciano, dove le persone passano l’ultima stagione della loro vita, accompagnate dal loro bagaglio di esperienze e dalla nostalgia di una vita che possono solo “rivivere”.
    E’ un libro carico di umanità e di sentimento, scritto da una persona dalla grande sensibilità e concretezza (persona che ho avuto la fortuna di conoscere in un periodo difficile e che mi ha aiutato moltissimo).
    Il tutto accompagnato dal sapore di un Paese lontano, il Monzambico.
    La storia che, ancor più delle altre, si imprime indelebilmente nella mente del lettore è quella di Rita, una donna insolitamente giovane per una casa di riposo.
    Il percorso di Rita è emozionante e fa riflettere su tante cose: l’imprevedibilità della vita; la sofferenza di chi si trova a vivere una vita che non gli appartiene; la scoperta dello spirito di sopravvivenza e l’importanza della capacità di adattarsi alle “sorprese” che la sorte ci può riservare; la fortuna di trovare un’amicizia, un’amicizia VERA.
    Anche se alcune storie narrate sono tristi, ho letto “La casa dei ricordi” come un messaggio di speranza: nonostante imprevisti e difficoltà tutto può essere affrontato nel migliore dei modi possibili, aprendo il proprio cuore agli altri, avendo fiducia in chi è disposto ad aiutarci ed abbandonando l’idea di essere irrimediabilmente soli.
    Non vedo l’ora di leggere “Il racconto di Nadia”.
    Grazie Amilca. Ti ringrazio come lettrice, come amica, come nipote e come persona che cerca di capire e di comunicare con gli altri.

  14. Cara Amilca,

    ho terminato da poco la lettura del suo libro in portoghese, visto che da 9 anni vivo in Mozambico ( da quasi 4 a Maputo) ed ho visto la recensione sulla stampa locale.
    Sono un medico ed ho lavorato agli inizi della mia carriera in una Casa de Recordações….
    volevo esprimerle i miei complimenti per quanto ha scritto e per come lo ha scritto.
    Per me é stato oltre modo bello e marcante leggere qui, da straniera residente, il suo libro/esperienza dove ho ritrovato emozioni e sentimenti legati da un lato alla realtá degli anziani e dall´altro all´esperienza di essere una straniera residente in altro paese ( che pure amo molto).

    Tutto qua,ho visto che ha scritto un altro libro, che vedró di acquistare quando a luglio saró in ferie in Italia.

    Un caro saluto e buon lavoro

    Donata

  15. Complementi Amilca, il tuo libro tocca le corde più profonde del cuore.
    Mi sono molto emozionata leggendolo. Ti spinge a credere nel vero valore della vita nel vero senso del termine e ti insegna che l’amore è donare se stessi agli altri. Ancora tanti complimenti!

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